Corteo Storico Reali Presídi di Orbetello
Lo Stato dei Presídi
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I Presídi di Toscana o Stato dei Reali Presídi, costituirono un'entità territoriale sotto la sovranità della Monarchia Spagnola sulla costa della Toscana tra il 1557 e il 1707. Durante la Guerra di Successione Spagnola passarono in mani austriache e in seguito rimasero sotto la sovranità del re di Napoli fino alla scomparsa nel 1801.

I Presídi erano situati sulla costa toscana del Mar Tirreno, ne facevano parte Orbetello (capitale dello stato), Porto Ercole, Porto Santo Stefano, Talamone, Ansedonia, Piombino, e l'Isola d'Elba (che includeva il presidio di Porto Longone, l'attuale Porto Azzurro).

Con i Trattati di Londra e Firenze, firmati rispettivamente il 29 maggio e il 3 luglio 1557, si ristabilirono importanti equilibri nella Toscana dei Medici due anni dopo la conclusione della Guerra di Siena che aveva visto affrontarsi le truppe francesi alleate della Repubblica di Siena con le truppe imperiali di Carlo V, alleate di Cosimo I de' Medici, duca di Firenze. Il primo trattato, sottoscritto da Filippo II (successore dell'imperatore Carlo V) e da Jacopo VI Appiani d'Aragona, signore di Piombino, imponeva la restituzione da parte di Cosimo I della Signoria di Piombino insieme all'Isola d'Elba, ad eccezione di Portoferraio, a Jacopo VI Appiani e l'insediamento di alcuni contingenti spagnoli a Piombino e a Scarlino, che avrebbero costituito il nucleo dei presidi settentrionali. La Corona di Spagna si riservava inoltre, a possibilità difortificare l'Isola d'Elba, come avverrà di fatto nella primavera del 1603 quando iniziarono i lavori di fortificazione di Porto Longone.

Il secondo trattato, a sua volta, sanziona ufficialmente la fine della Repubblica di Siena e la sua cessione in qualità di feudo ("in feudum nobile, ligium, et honorificum") al duca di Firenze che a sua volta doveva giurare fedeltà al re di Spagna e ai suoi successori. Inoltre Filippo II si riservava il controllo delle importanti postazioni marittime di Porto Ercole, Talamone, Orbetello, Porto Santo Stefano e di tutto l'Argentario, che costituiranno i presidi meridionali.

Se sul versante settentrionale sussisteva un rapporto difficile tra il governo di Appiani e la milizia spagnola, i presidi meridionali costituivano difese esclusivamente di quest'ultimi e godevano di capacità impositiva automoma in ambito fiscale. Apparte tuttto ciò, si può dire che fu durante gli anni degli scontri con la Francia per Siena, che Filippo II aveva maturato l'idea di stabilire un sistema difensivo tirrenico tra Piombino e l'Argentario contro le frequenti incursioni turco-berbere, ottenendo al contempo l'inibizione delle aspirazioni francesi sulla zona, oltre che ampliare la già famosa strategia filippina nel Mediterraneo occidentale.

Per quanto riguarda la struttura organizzativa, i presidi dipendevano direttamente dal Regno di Napoli non solo in materia militare ma anche in riferimento agli assunti giuridici, amministratirvi, e contabili. Si distinguevano, soprattutto, le figure dell'Uditore (nominato dal viceré) incaricato dell'amministrazione della giustizia civile e penale; del Veditore, responsabile della gestione economico-amministratirva dei lavori di fortificazione, della gestione dei soldati della compagnia (paghe, licenze, ...) e dell'approvigionamento di artiglieria e munizioni; dello Scrivano di razione, che aiutava il Veditore oltre a sottoscrivere e preparare le ricevute di esborso del pagatore dei presidi; del Maestro portolano, residente ad Orbetello (capitale dei presidi) che controllava l'entrata e l'uscita delle merci nel porto e la cui presenza risultava piuttosto irregolare, essendo la sua funzione assorbita dall'Appaltatore (che gestiva le entrate fiscali presidiarie); e del Pagatore incaricato degli stipendi ai soldati dei presidi e delle spese di costruzione e mantenimento delle fortificazioni.

Relativamente alla struttura delle fortificazioni dei presidi, è nell'intervallo 1563-1571 che si concentrano gli interventi più importanti. Dopo l'editto del 1563 del viceré Pedro Afán de Ribera, duca di Alcalá, inizia un progetto di costruzione di torri difensive costiere in tutto il Regno di Napoli, inclusi, pertanto, i presidi toscani. Il ritmo di costruzione, ma soprattutto di riadattamento e ricostruzione di strutture già esistenti è piuttosto rapido; dalle quattro torri attive nel 1563 nelle giurisdizioni di Orbetello e Porto Ercole, si passa alle diciassette del 1571, distribuite generalmente sull'Argentario. Nel 1589, le isole di Palmaiola, Pianosa e Montecristo (appartenenti allo Stato di Piombino), come le altre nel canale di Piombino, risultano scarsamente fortificate, anche se non mancavano progetti e proposte dirette alla chiusura balistica del canale e al rinforzo delle strutture sulla terraferma. Contrariamente alla quasi esclusiva funzione di avvistamento delle torri (derivata dal Medioevo), le nuove costruzioni compivano anche funzioni di difesa e dissuasione.

Parallelamente alla costruzione delle torri, inizia la costruzione dei forti. Con l'esclusione di Porto Longone, nell'Isola d'Elba, i lavori di modernizzazione e di ampliamento delle strutture preesistenti iniziano a partire dal 1557. A Porto Ercole si interviene sulla Rocca (identificato come Castello Vecchio o della Terra), su Forte Filippo nel Castello Nuovo o Monte Filippo, tra le due postazioni si interviene sul bastione di Santa Barbara e sul Forte Stella. Le due fortezze principali, Castello Vecchio e Castello Nuovo, subiscono vari interventi che si prolungano per quasi vent'anni, interventi che coinvolgono anche la Rocca, il bastione di Santa Maria e le mura di Orbetello. Nel 1596 si completa il bastione Guzmano, chiamato così in onore del viceré Enrique de Guzmán, conte Olivares. Porto Santo Stefano disponeva solamente di una semplice torre, per cui era enormemente vulnerabile agli attacchi dal mare (solo nel 1607 iniziano i lavori per la sua fortificazione). Altri lavori di consolidamento e fortificazione furono portati a compimento nei castelli e fortificazioni di Piombino, Scarlino, Populonia, Suvereto e Buriano, tutte costruzioni precedenti alla costituzione dei presidi.

Nel giro di cinquant'anni, pertanto, i presidi toscani si ritrovano a disporre di un impressionante sistema difensivo che permette un ferreo controllo della zona da parte della corona spagnola (ad eccezione di una breve occupazione 1646 da parte della Francia di Mazarino) che si conserverà fino alla disgregazione della monarchia in Europa durante la Guerra di Successione.

Nel 1597, la visita del cardinale Aldobrandini, nipote del Papa Clemente VIII, rilassò la rigidezza imposta dai governatori, portandosi a compimento importanti festeggiamenti in suo onore.

Il cambiamento dei rapporti tra il Granducato di Toscana e la corona spagnola permisero a Filippo III, grazie ad una delle clausole del Trattato di Londra, di dare l'incarico per la costruzione della fortezza di Porto Longone, chiamata anche fortezza di San Giacomo, all'architetto spagnolo García de Toledo, la cui pianta a stella era ispirata alla cittadella di Amberes e che avrebbe permesso ancor di più il controllo spagnolo sul centro-Italia e specialmente sul Papato.

Nel 1630, da parte sua, Filippo IV ordinò di rinforzare il forte delle Saline, vicino ad Orbetello, perché fosse incorporato nel sistema difensivo dei presidi.

Nel 1646 Orbetello si vide sottomessa ad un assedio di quasi due mesi da parte delle truppe francesi inviate da Mazarino per espellere gli spagnoli dall'Italia, esattamente dal 9 maggio al 20 luglio 1646. Malgrado il fallimento dell'assedio, i francesi riuscirono a conquistare Porto Longone (27 settembre 1646 - 15 luglio 1650), dopo aver conquistato Piombino. La piazza sarebbe rimasta in mano alla Francia fino alla riconquista di Juan José d'Austria, figlio naturale di Filippo IV. A causa dei susseguenti assalti dei pirati e per difendersi da un eventuale attacco della Francia, la corona decise di costruire un'altra fortezza nella baia di Longone: Forte Focardo che prende il nome dal costruttore Fernando Focardo de Requesens y Zúñiga come recita l'iscrizione che si trova nel portale interno del forte: "En el año 1678, reinando la majestad del invicto Carlos, rey de España, el excelentisimo Don Fernando Foxardo, ordenó iniciar este fuerte siendo Gobernador de la Plaza de Longone por Su Majestad".

Chiuso il capitolo della minaccia francese, lo Stato dei Presídi visse una notevole rifioritura e di conseguenza un miglioramento della qualità della vita dei suoi abitanti. Fu precisamente durante questo periodo che più si fece sentire l'influenza spagnola, non solo nei grandi complessi fortificativi, ma anche nella convivenza civile, nei cerimoniali, nei costumi e nella lingua. Nella capitale, Orbetello, si portarono a compimento lavori di ampliamento ed abbellimento della Cattedrale, come nuovi altari, cappelle o tombe per i nobili, si costruirono numerosi edifici pubblici come il Palazzo del Governatore di Orbetello e Porto Ercole, ecc. Questo periodo di pace e prosperità durò dal 1650 al 1707, turbato unicamente dalla Peste contratta dai marinai che attraccavano nei porti dell'Argentario e Talamone e che fece sì che nel 1676 fosse necessario istituire un commissariato di sanità.

Ciononostante, nel 1667 era iniziato un nuovo periodo di guerre contro la Francia di Lugi XIV che fece sì che il Granduca di Toscana Cosimo III de' Medici venisse tentato da Francia, Impero e Spagna con ricompense territoriali per ottenere il suo appoggio. Questi si fece corteggiare fino a reclamare il titolo di Re di Sardegna, ma alla fine il tutto si concluse con un nulla di fatto, quando gli spagnoli gli versarono un cospicuo contributo in denaro (ridotto poi a 103.000 scudi) perché non prestasse il suo appoggio alla Francia.

Si arriva così alla Guerra di Successione, quando le truppe imperiali sbarcano nei presidi prendendone il possesso nel nome del Re delle Spagne Carlo III (futuro imperatore Carlo VI) così come avevano fatto con il Regno di Napoli. Così i presidi passarono a dipendere dal Viceré austriaco di Napoli fino all'anno 1734 quando Carlo di Borbone, appoggiato dagli eserciti spagnoli, s'impossessò del regno napoletano.

Nel 1801, con l'irruzione in Italia di Napoleone Bonaparte, e la creazione del Regno di Etruria, lo Stato dei Presídi scomparve definitivamente.


Tratto da: Wikipedia - contenuto disponibile nel rispetto dei termini della GNU Free Documentation License - Traduzione dal testo Spagnolo di Michele Scotto


Filippo II di Spagna

Scudo di Filippo II




2 Quattrini Reali Presídi
Orbetello 1782



4 Quattrini Reali Presídi
Orbetello 1782


Torre Ciana

La Rocca (o Castello Vecchio)

Forte Filippo II
(o Castello Nuovo)


Ex Polveriera Guzman